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martedì 23 luglio 2013

Just the way you are.

Rullo di tamburi...sono arrivati!
Un attimo di attenzione prego. Non ci vorrà molto, solo un paio di minuti, non di più. Un'occhiata fugace e ve ne innamorerete e penserete che non potrete più vivere senza averne anche voi un paio ( e no,non sto parlando di dildi o gingilli vari).


       Sono piccoli, leggeri, discreti e soprattutto sono unici! 
Unici perché sono uno dei migliori esempi di handmade = fatto a mano che tanto sta ritornando in voga negli ultimi tempi. Nessuna macchina, nessuna catena di montaggio, nessun capitalista che speculi dietro le debolezze femminili. Questi sono tutta opera di un paio di manine di un "artigiano" ancora alle prime armi, che con dedizione e fantasia realizza piccoli peccati di vanità (ad un prezzo più che accessibile!).


" Tra cento miliardi di neuroni nel cervello ce n'è uno disobbediente, Temerario, Ribelle, che sfuggirà alle sinapsi, Abbandonerà il sistema nervoso centrale e si dirigerà per istinto vitale verso il cuore, contaminandolo. E non avrai scampo, ti innamorerai."

..allora, ha funzionato?

[Per qualsiasi informazione,dubbio,insicurezza,stato d'ansia, scrivete pure nei commenti!]










domenica 15 luglio 2012

Waging wars to shape, the poet and the beat

Panico. Di quello che si prova poche volte nella vita. Puro panico. Il battito che aumenta, il flusso che investe l'organismo e sembra voler uscire dalle viuzze che sono le intricate vene ed inondare lo spazio all'esterno. Il fiato che manca, come se l'aria fosse diventata macigni da mandar giù. Tutti quegli occhi, sguardi fissi su di un unico punto. Su di te. E le luci, anche loro, hanno concentrato tutta la loro attenzione sul tuo esile corpo in questo vestito blu, mettendone in risalto ogni minima fragilità. Le mani tremano, le labbra esitano a schiudersi per lasciar passare un soffio di voce, timido, soave, che solo chi ha quella voce nel cuore riesce a distinguere dal brusio informe e a capirne il significato. E così, flebile dice "Eccomi, guardatemi, sono qua. Guardate e ascoltate..".

sabato 7 luglio 2012

And I do appreciate you being round.

Piangere aiuterebbe? Si chiese.
Stavolta forse no. Di lacrime da buttar via non ce n'era..quindi amen, bisognava tenersi quel groviglio tutto ingarbugliato così com'era. Anche se pesava. Anche se era ingombrante. Anche se era fastidioso. Non ci si poteva far nulla parchè di piangere ancora proprio non ce n'era voglia.
E allora forse era meglio restarsene distesi con gli occhi persi a contemplare il vuoto, pensando il nulla e sperando che quello potesse, in qualche modo, alleviare il disagio.

domenica 10 giugno 2012

Sometimes the only way is goodbye.

Hai sperato non arrivasse, hai cercato di allungare l'inverno, di indugiare ancora un po' in autunno. Hai persino amato la primavera con le sue incertezze. Tutto affinchè non scorressero così velocemente, scivolandoti via tra le dita. Hai provato a non lasciarle andare. Mal di testa e malinconia. Un battito di ciglia e invece siamo già qui, dove non avresti mai voluto essere, a fare i conti con i ricordi che non smettono mai di farti vedere come nulla torna uguale a se stesso.

sabato 2 giugno 2012

You'll disappear one day.

Voglio pace e tranquillità. Voglio equilibrio e sicurezza. Voglio i brividi sotto la pelle e il caldo abbraccio del sole. Voglio poter perdere il fiato dall'afa. Voglio silenzio e buio. Voglio non dover pensare. Voglio non dover sentire la nostalgia, la mancanza, il vuoto. Voglio non sapere di essere lontana. Voglio poterti odiare. Voglio avere la forza di fare i conti con i ricordi. Voglio riempirmi gli occhi con il tuo sorriso. Voglio semplicemente non dovermi render conto del tempo che passa. Della distanza che aumenta.

martedì 15 maggio 2012

To Rome with Love.

Sospesi a mezz'aria tra la pura felicità e la nostalgia. Perdersi confondendosi tra l'arancione e il rosso di questo tramonto sulle antiche rovine di una città che sembra esser qui da sempre, che porta addosso con eleganza e leggerezza duemila anni di storia. E di gente qui sicuramente ne è passata. 
Rimanere lì, dove tutto sembra venuto fuori da una pellicola cinematografica, con lo sguardo perdutamente immerso nelle sfumature di questo giorno che fa fatica a finire. Lentamente confondersi tra la folla, minuscoli pezzi di un qualcosa cha pare il centro del mondo. 
Essere qui. E desiderare di rimanerci per sempre.

mercoledì 18 aprile 2012

It's like I'm the one you love to hate, but not today.

La guardò distesa accanto a lui. Come un unico corpo si adattò al suo respiro nel silenzio di una casa abbandonata. Sollevava appena le lenzuola poggiate sull'addome e lentamente l'ossigeno entrava in circolo riportando la calma e la tranquillità. Sicurezza. Saperla lì, sapere che gli sarebbe bastato anche solo muovere la mano di qualche millimetro e l'avrebbe trovata ad occupare il vuoto al suo fianco. Corpi a contatto. Le sue cosce ancora accaldate, percepirne la consistenza attraverso le sottili coperte. Bianco e rosa carne, quasi pallido, quasi un unico colore. Le gote arrossate e le labbra socchiuse in un eterno bacio. Lei. Inerme. Indifesa. L'odore dei suoi capelli tra le dita. 
"...ricordo che mi mancava il respiro. Il mio mondo in quel momento erano le sue mani. Sentivo il suo cuore, veloce. Le sue labbra, il mio respiro affannoso. Le mani che cercano, che trovano centimetri di pelle.Non so se avevo paura. No, non era paura. Forse non era neppure piacere. Era scoperta, era crescere. In qualche modo. Tremavo. Le parole strozzate in gola e tra noi il silenzio. Un silenzio strano. Un parlarsi senza parole. Un non capire più nulla. Tremavo ancora. La paura è venuta dopo."
Ecco. Ora puoi lentamente lasciarti andare. Non importa più nulla. Né l’ipocrisia, né la cattiveria. Ci sei solo tu tra queste lenzuola bianche, tu e la tua nostalgia che, fedele compagna, giace accanto a te in silenzio. Brucia la pelle là dove le sue mani si sono posate anche solo fugacemente. Brucia il suo ricordo a contatto con la realtà. Chiudi gli occhi e sogna, forse stavolta sarai più fortunato, la troverai là, solo per te.

giovedì 5 aprile 2012

Don't let 'em inside your head.


Capita così, sempre allo stesso modo. Ormai dovresti esserci abituata, eppure ti coglie sempre alla sprovvista, sempre quando è meno opportuno. Sempre quando sei più debole. Dovresti anche aver imparato a reagire, a non rimanere spiazzata con gli occhi persi nel vuoto, eppure non accade mai. O almeno non fino ad ora.
Hai letto da qualche parte che “ l’amore è il cancro che tutti vorremmo avere”, peccato che quello non era amore, questo non è amore. E’ qualcosa che ha i contorni della malattia, un misto tra ossessione e follia, simile alla paura, dalle sembianze troppo vicine all’ annullarsi.
Un terribile mal di testa, tiri il piumone fino a ricoprirti il viso a metà e te ne stai là, immobile, a godere ancora per un poco del tepore che c’è lì sotto. Come avessi un trapano in testa lo senti martellare sulle tempie e per un attimo pensi di urlare, forse così la smetterà. Anche se hai gli occhi chiusi percepisci i raggi del sole che pigro si affaccia alla tua finestra gettando ombre di arancione qua e là. Adori questi brevi istanti prima del caos che riempie le tue giornate.
Provi a muovere un braccio per riprendere coscienza del tuo corpo, ma non risponde, in compenso una miriade di fastidiosi pizzichi ti si cosparge addosso. Adesso vorresti davvero urlare, ma non lo fai. Borbotti qualcosa e ti accorgi che la tua gola raschia, quasi come se avessi fumato un intero pacchetto di sigarette. Silenzio. Troppo per essere un giorno al centro della settimana. I rumori consueti sembrano assenti, niente odore di caffè, niente cucchiaini che sbattono pigramente nelle tazze, nessuno chiude ed apre in continuazione la porta del bagno, assolutamente niente. Possibile? Socchiudi gli occhi e il fracasso nella tua testa esplode. No. No. No. Meglio di no. Li richiudi subito e tutto torna solo dentro te, ovattato dalle pareti della tua mente.

domenica 12 febbraio 2012

Just to see you smile.

[Bisogna solo capire quando è il momento adatto per andare via. Senza indugi. Semplicemente alzarsi e andare via.]

Se ne stava lì. Da sola. Con gli occhi persi nella schiuma del mare che furiosamente si infrangeva contro la scogliera. Se ne stava lì. Ferma. Ad osservare, come se la cosa non la riguardasse, come se tutto quello che le accadeva intorno non la sfiorasse minimamente. Aveva deciso per una volta, per questa volta, che sarebbe semplicemente rimasta lì, a guardare, un po' come al cinema davanti ad un film che ti sembra di aver già visto centinaia di altre volte.
Un passo avanti e il nulla l'avrebbe accolta in un caldo abbraccio. Formicolio nei piedi, nelle mani, che lentamente avvolge e tormenta ogni arto. Un passo avanti come desiderasse entrare a far parte di quel film. Visto e rivisto. Una vita come tante altre. Vento tra le dita tremanti e salsedine sulla pelle. Freddo che si insinua tra le ossa, ma non voler andare via. Un passo avanti. Un abbraccio. Un sorriso. O forse solo vertigini e mal di testa.

[ Stavolta decide lei.]

mercoledì 18 gennaio 2012

Whatever the pain, it's fine.


 Sdraiati. Tu e lui. L’uno di fronte all’altra. Gli occhi sembrano essere una cosa sola. Soli, fuori dalla porta di questa camera e nei corridoi di questo albergo la gente corre, parla, ride, scherza, ma voi, voi siete in silenzio. All’interno l’unico rumore è quello dei vostri respiri.
Lui ti cinge la vita con un braccio, ed un brivido ti sale su per la schiena, cerchi di non farglielo notare, ma ti irrigidisci.
Le vostre espressioni rimangono impassibili. Come concentrate nello scrutarsi a vicenda.
Muovi le braccia lentamente, le porti sulle sue spalle, e poi le fai scendere lentamente sui suoi pettorali, sui suoi muscoli seguendone i contorni. Altri brividi ti pervadono e lasci che ti percorrano quasi in preda al piacere.
Lui ti accarezza il contorno del volto con una mano in una carezza delicata, quasi come se avesse paura di farti male, come se stesse proteggendo qualcosa di prezioso.
Lo guardi, lui fa lo stesso, ti immergi nei suoi occhi e gli sussurri.

- Ti prego amami e fallo adesso –

Un attimo di esitazione. Uno solo. Poi poggia appena le labbra sulle tue.
Ti stringe a se in un abbraccio saldo, ti bacia, ma stavolta con passione, intensamente, ti avvolge, i vostri respiri si affannano e il battito del cuore aumenta inesorabilmente. E tu lo senti sulla tua pelle. Il suo odore, lo annusi e ne rimani inebriata; quasi come fossi ubriaca di lui.

Fuori dal mondo. Completamente fuori dal mondo che vi circonda.
Non siete più voi che vivete in lui, ma è lui che vive in voi.

 [Vecchi post che ritornano in auge.]

venerdì 6 gennaio 2012

Awake.

Al caldo, sotto questo soffice piumone ti lasci avvolgere dal suo morbido abbraccio. Ti sei liberata di ogni residuo. Dopo aver buttato fuori ogni pregiudizio sei..quasi vuota, ma non è un vuoto solitario, di quelli che pesano, che ti si appendono come un macigno e ti portano affondo, questo è un vuoto leggero, quasi gradevole. Non ti investe come il traffico la domenica, più che altro si limita ad osservare. Ad osservare te che ti muovi al suo interno e cerchi di non cadere, barcollando un po' qua e un po' là.
Ed è proprio in questo vuoto che hai trovato un sorriso (aveva persino quelle adorabili fossette sulle guance) e allora hai capito di non doverti preoccupare, perchè non eri completamente sola, certo non era gran chè ciò che avevi, però potevi dire di averlo trovato. Se ne stava lì, sorridente, come un sorriso sa fare, come solo il suo è.

venerdì 23 dicembre 2011

Lay me down to rest.

" Non si tratta di appartenenza, non si tratta mai di questo. 
Puoi dire complicità, condivisione, risa, sguardi, parole, fiducia, sincerità, affetto, ma non appartenenza. Nessuno spetta a nessuno, mai. Sarebbe brutto appartenere e non avere la possibilità di essere, con ciascuno, in maniera differente. Quindi non lasciare che sentimenti senza senso ti rovinino..e rovinino tante cose. 
Fidarsi non è un errore, è una dimostrazione di coraggio. Voler bene è una dimostrazione di coraggio. E se ti confidi con qualcuno, non stai togliendo parole destinate a qualcun altro. Sono tue e basta, non apparterranno a nessuno. E quando arriverà la persona giusta saprà raccoglierle dalla tua bocca e aiutarti a portare ogni peso, ogni paura.
Non appartenenza, ma condivisione e sostegno."

martedì 20 dicembre 2011

What if?

Non starmi così vicino. Mi togli il respiro. Non ho più la percezione del battito del mio cuore, ma il tuo, quello lo sento bene, quasi come pulsasse sangue nelle mie vene. Non vi è altro rumore. Non un suono, solo il tuo cuore che batte vigoroso e accellera. Accellera a dismisura e io fatico a stare al suo passo. In affanno come lamine affilate quel po' d'aria che riesco a rubarti raschia le pareti dei miei polmoni. Allontanati, ti prego. Lascia che io possa riprendere il controllo del mio corpo. Va via. 
Freddo, nonostante le tue mani esplodano di calore. Ghiaccio tra le dita e sul mio collo. 
So già che non reggerei la portata dei tuoi occhi traboccanti di felicità.
[Instabile. Ti lascerei strapparmi il cuore e trafiggerlo lentamente. Non farebbe poi così male. cit.]

venerdì 16 dicembre 2011

Would you lay with me and just forget the world?

Camminava. Camminava lentamente con passo cadenzato senza prestare attenzione agli altri passati, anche loro concentrati sulle proprie vite. Camminava e il suo cappotto rosso le si apriva ad ogni folata di vento. 
Svoltò a destra sapendo esattamente dove la stavano conducendo i suoi stivaletti marroni. Si fermò a guardare l'insegna luminosa di cui non si leggevano più tutte le lettere. Riabbassò lo sguardo e spinse la porta a vetro. La investì subito il calore dell'interno e l'odore di caffè bruciato, forse il nuovo cameriere non aveva ancora capito come si usava quella macchinetta. Sorrise al ricordo del suo essere così impacciato. Si sedette a quel tavolo, il solito, nell'angolo tra il muro e la vetrina, le piaceva non esser vista, ma poter guardare la gente affaccendata che passava sul marciapiede. Caffè, latte, due biscotti al cioccolato e due cucchiaini di zucchero. Calma. Silenzio interrotto solo da un mormorio sommesso di sottofondo. L'abitudine la faceva sentire come a casa, non aveva bisogno di preoccuparsi, non doveva temere nulla, poichè nulla che non fosse solito ed usuale sarebbe venuto a disturbarla in questo suo momento di monotona quotidianità. Spostò dietro l'orecchio una ciocca di capelli che le era venuta davanti al viso mentre sorseggiava il suo caffè e poi si lasciò cullare dal tepore proveniente da dietro la sue spalle. Si stava così bene lì che pensò di rimanere ancora. Qualsiasi cosa pur di posticipare il ritorno alla frenesia disordinata dei suoi pensieri che ora finalmente tacevano. Sapeva bene che bastava varcare quella soglia, mettere un solo piede fuori e tutto sarebbe ricominciato più confuso di prima. Sarebbe tornato il vento autunnale ad aprirle il cappotto facendola rabbrividire e sarebbero tornati ad urlare e stridere tutti quei pensieri nella sua testa. Troppi e troppo ingrovigliati per poter trovare la pazienza adatta a rimetterli al loro posto.
Quindi rimaneva là, seduta, con il naso nella sua tazza fumante, ferma nel suo piccolo pezzo di tranquillità.

domenica 27 novembre 2011

It will rain.

Un' odore tanto familiare. Pane tostato marmellata e caffèlatte. Un rifugio di impeccabile ordine. Colori caldi e le parole della radio a far da sveglia. In un momento di pura malinconia ritornò là, quasi ne fossi stata strappata inconsapevolmente, nulla è cambiato. Gli stessi odori, le stesse strette e fredde scale in pietra che avrei potuto salire anche ad occhi chiusi. Gli stessi sorrisi nonostante io fossi sempre intruso, ma un intruso che si sente a casa sua. E così sgattaiolare via nel silenzio della città che dorme ancora per esser parte di un risveglio al sapore di fragola appiccicosa. Seguire tutti i movimenti e sapere già quale sarà il prossimo in una sequenza ben prestabilita che conoscevamo entrambe a memoria. Doccia. Vestiti. Denti. Spazzola. E ancora un po' di radio.
Le domeniche mattine sono fatte per intrufolarsi (magari di nascosto) nel risveglio degli altri.

lunedì 21 novembre 2011

Stop the tape and rewind.

Prima uno, poi l'altro. Giù la cerniera al lato e via sfili lentamente i due stivaletti. Appoggi appena il palmo del piede sul freddo del pavimento e rabbrividisci.
Finalmente un po' di sollievo. Distendi le dita una ad una fino a riacquistarne la completa sensibilità. Provi un paio di passi e quasi perdi l'equilibrio. Come se ti avessero tolto la terra sotto i piedi. Barcolli. Barcolli nel buio spostandoti incerta fino ad accasciarti nell'angolo, fra la porta e il muro. Un formicolio ti prende e invade le appendici del tuo corpo. Troppo debole per contrastarlo cerchi di scacciarlo con la sola forza di volontà, ma rimani inerme. Ormai non più padrona di te stessa accogli il sonno che placa ogni cosa.

domenica 30 ottobre 2011

I wanna make you happy. I wanna make you feel life.

Adoro queste mattine qua, quando i raggi del sole timidamente filtrano dalle tende gettando ombre di arancione qua e là, un po' ovunque. Lo vedo anche ad occhi chiusi. Dei passi incerti si muovono verso la cucina. Rumore di stoviglie e profumo di caffè. E' possibile che sia già ora di alzarsi? Fa che non sia così, fa che non sia così..Mi giro di lato lentamente. Alzo le palpebre sempre molto lentamente e a tastoni prendo il telefono. Lo accendo ancora più lentamente. Tutta questa lentezza sta assopendo i miei sensi. Prima che il sonno mi raggiunga ancora riesco a scorgere un sei. Bene. Posso ancora godere del calduccio che c'è sotto le coperte. Mi raggomitolo su me stessa portando le ginocchia al petto e rimango così lasciando che Hypnos mi avvolga nel suo delicato abbraccio.

venerdì 28 ottobre 2011

No words to explain how much it hurts.

Qui con il naso fuori dalla finestra scruto il buio alla ricerca di qualche punto luminoso. Stavolta non lascio che i miei occhi si perdano tra le sfumature di arancione, rosso, rosa, azzurro, per poi dover fare fatica per tornare a guardare un po' più vicino, un po' meno lontano. Un rivolo di vento autunnale mi sfiora il viso facendomi rabbrividire quasi più di ciò che mi è davanti e che impercettibilmente ha rubato il mio sguardo. Timore. Tutta questa immensità osservata senza precautele spiazza. Eccolo. Un puntino lì ed uno qui, poco più vicino. Un altro là e poi là e ancora là. Contare sarebbe inutile. Non avrebbe inizio, nè fine. " E' sempre stato tutto qui. Tutto così. Perfetto e immenso. Senza l'aiuto di nessuno. Giorno dopo giorno." Non sarebbe male poter avere un posto tutto per sè lassù. Piccino. Tra un punto e l'altro. Magari essere anche tu uno di quei punti e ridere dei tentativi degli altri di assegnarti un numero ben preciso.

domenica 16 ottobre 2011

Hoping for the best, but expecting the worst.

[" La vita è quello che succede quando sei impegnato a fare altri progetti "]. 
Assorto nel pianificare e misurare meticolosamente ogni istante delle proprie giornate non ti rendi conto che tutto il resto continua a scorrere fuori dalla tua stanza, a tua insaputa. La gente intreccia i propi destini con il tuo e non te ne accorgi. Un grande via vai tutto intorno e tu fermo, immobile, bloccato in quell'istante che lo scorrere dei giorni consuma lentamente, ora dopo ora.
E' solo effimera illusione la convinzione di poter decidere ciò che accadrà nella tua vita domani, magari ti innamorerai e non lo saprai. E' insistente disperazione quella con cui ti aggrappi a ricordi che ormai hanno perso di valore.

domenica 2 ottobre 2011

I think I wanna marry you.

Prendi fiato. Blocca le spalle e il busto. Lascia libere le braccia. Trattieni il respiro. Immagina di avere qualcosa in mano e di doverla schiacciare. Provaci con tutte le tue forze, ma non fare mai toccare le mani l'una con l'altra e quando senti di non potercela più fare butta fuori l'aria, e con lei la tristezza, le delusioni, i sensi di colpa, le arrabbiature. Tutto. Tutto quello che di negativo da troppo tempo ormai soggiorna indisturbato dentro te. Urla. Così che venga fuori, che non possa, ancora una volta, trovare una scorciatoia. 
Butta fuori tutto quanto, prima che sia lui a farlo con te. 
E poi di nuovo..prendi fiato. Respira con leggerezza e torna a sorridere.